eco dei territoriInfochasse mag' n. 72 · giugno 2026 · p. 11
Uno sguardo indietro sull'operazione fagianotti 2025
In occasione delle tavole rotonde organizzate dalla FDCI lo scorso aprile a La Côte Saint André, un momento di confronto è stato dedicato ai rilasci estivi di fagianotti, in un'ottica di caccia più etica e più qualitativa. L'operazione fagianotti 2025 consente oggi di tracciare un primo bilancio.
Anthony VALDIVIA, tecnico
Partecipazione e restituzione degli anelli
Nel corso della stagione 2025 sono stati rilasciati 2 743 fagianotti, ripartiti su 55 società di caccia.
Per quanto riguarda le restituzioni di anelli, sono stati recuperati 597 anelli, provenienti da 108 società di caccia, di cui 3 nella Drôme e 10 nell'Ain, pari a un tasso di restituzione del 22 %. Questa cifra resta indicativa e non riflette il numero reale di prelievi, dato che non tutti gli anelli vengono sistematicamente restituiti.
L'analisi delle restituzioni di anelli ha tuttavia permesso di osservare la dispersione degli uccelli: in media 8 km, con alcuni individui che hanno percorso da 10 a 50 km (vedi carta: detentori in rosso, frecce nere per le distanze più lunghe).
[La carta è visibile sul facsimile della pagina e nel PDF.]
Prospettive 2026
Per la stagione 2026 sono già stati ordinati 4 282 fagianotti, ripartiti su 84 società di caccia, ossia un aumento del 55% del numero di uccelli e del 53% del numero di società partecipanti (alla data del 6 maggio 2026).
La FDCI ringrazia le società di caccia per il loro crescente entusiasmo: più ampia è la partecipazione, più significativi saranno i risultati.
Un ringraziamento particolare è inoltre rivolto alle fagianaie Gibis e Meyer, per la qualità del loro lavoro di selezione e di allevamento.
« Non si tratta semplicemente di un rilascio di uccelli, si tratta di un vero e proprio percorso di conoscenza e di comprensione. L'inanellamento permette di seguire la dispersione degli individui, di valutare il loro tasso di sopravvivenza e di analizzare la loro capacità di adattamento ai nostri ambienti. Al di là degli aspetti tecnici, è una certa visione della caccia che difendiamo. Una caccia che non si limita a prelevare, ma che osserva, comprende e si adatta. Una caccia che cerca di ricreare dinamiche naturali e di favorire l'insediamento duraturo delle popolazioni. Una caccia, infine, che restituisce tutta la sua nobiltà all'atto venatorio. »
PDF · 1 pagina · 1,5 MB — pagina 11 della rivista (originale in francese)
